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montagna calpera fabbri

PIEMONTE- 06-02-2022-- Il compleanno di una cara amica, nonché forte escursionista e affidabile badante, non c’impedisce le consuete cinque ore minime di cammino, ma i festeggiamenti e la bella compagnia oggi sono la priorità assoluta.

L’Alpe Calpera è un angolo di paradiso immerso nelle splendide faggete fra Piancavallo e Pian d’Arla, un po’ più in basso. Due ore di sano divertimento con gli amici, nella pace di questi luoghi, ti danno la carica per una settimana, in attesa della prossima ricarica.

GITA N. 60 O 24 CALPERA

NOVEMBRE 2021

Dislivello: 870 m.  Tempo: 4 h 45'. Sviluppo: 13 km.

Oggi gli zaini pesano più del solito. C’è poca attrezzatura “tecnica” e molta attrezzatura per i festeggiamenti che ci aspettano nella bella baita dell’Alpe Calpera, dove la nostra grande badante ci ha invitati per festeggiare i suoi poco più di quarant’anni, ben portati. Siamo in dieci, con tre signore.

Una coppia di amici ci raggiungerà a pranzo. Dopo aver minimizzato il numero di auto, percorriamo la strada stretta e tortuosa che ci porta ad Aurano, 690, paese di autisti eroi, e parcheggiamo in un piccolo spiazzo alle prime case. La giornata è bellissima, la temperatura mite.

Scendiamo lungo la strada asfaltata in direzione nord fino al primo tornante e qui troviamo una pista, sempre in discesa, che ci conduce ad un bivio. Teniamo la sinistra, ancora in discesa, ed attraversiamo il torrente al Mulinasch, 598. Il sentiero ripido ma breve ci riporta alla dura realtà della salita e alle case di Scareno, 690, dove ci raggiunge anche il sole (quasi tre quarti d’ora) e ci concediamo una breve sosta.

Le quote riportate per questi paesi ai margini meridionali del Parco Nazionale della Val Grande sono dei valori medi, perché qui non c’è niente in piano e dalla parte bassa alla parte alta del paese ci sono almeno cento metri di dislivello.

Di qui inizia la bella mulattiera/sentiero, tenendosi a sinistra nella salita attraverso le case, che conduce in tre quarti d’ora all’Alpe Sassello, 954, dove la clemente guida odierna, ligia ai suoi consueti doveri di badante, ci consente una tranquilla colazione. Viriamo poi decisamente a est e seguiamo in un bosco rado un sentiero, solo in parte “recuperato” dai nostri amici, che, più in alto, costeggia una grande frana e sale a raggiungere la Strada Cadorna a Pian d’Arla (ricordare l’apostrofo!), 1300 circa (quasi un’ora). Siamo poco sopra la stazione di partenza della zipline che scende a Segletta. Breve pausa e, seguendo il sentiero evidente, si scende verso l’Alpe Calpera.

Poco sotto l’Alpe Scarnasca  perdiamo qualche minuto perché il sentiero è interrotto da una proprietà privata (dovevamo tenerci più in alto). Si attraversa una bellissima faggeta, si scende ad attraversare il torrente su un piccolo, bellissimo ponte romano e si risale a Corte Laveggio, 1037, che fa parte dell’esteso alpeggio di Calpera (poco più di un’ora).

Nella baita della festeggiata si trascorrono due bellissime ore che non possono essere oggetto del racconto di una gita in montagna, ma che ci danno una carica indispensabile per la settimana in arrivo con tutti i tipici problemi del fondovalle.

Riprendiamo con prudenza la discesa e, a Corte Sotto di Calpera, 1025, imbocchiamo il sentiero più diretto per Aurano, sulla destra, che scende decisamente e mette a dura prova la nostra reattività in fase di digestione sul fondo umido coperto di infide foglie di faggio. Anche qui attraversiamo su un bel ponticello romano il torrente e proseguiamo, quasi in piano, fino ad incrociare la strada che sale a Segletta. Attraversiamo, riprendiamo il sentiero e, dopo un’ora e un quarto, siamo al parcheggio di Aurano.

C’inabissiamo, ormai verso il buio, lungo la strada stretta, ma appena riasfaltata che ci riporta al campo base di Cambiasca.

 Gianpaolo Fabbri