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PREMOSELLO CHIOVENDA - 30-04-2022 -- Il sacerdote e poeta don Remigio Biancossi in una sua composizione l’aveva definita “...quasi un’agnella dispersa dal gregge, alla porta dell’immensa Valgrande...”, descrivendo la bianca chiesetta del Santuario della Madonna di Lüt sulla montagna premosellese e proprio questo luogo sarà meta, domenica 1° maggio - meteo permettendo altrimenti l'iniziativa sarà annullata - e secondo una tradizione un tempo molto viva, del pellegrinaggio che partirà alle ore 08.00 dalla Parrocchiale di Premosello Chiovenda, con salita a piedi a Colloro dove allo ore 09.00 sarà celebrata la consueta Santa Messa domenicale per la frazione, e poi la salita lungo la strada gippabile e infine nell’ultimo tratto sull’antica mulattiera che conduceva agli alpeggi valgrandini.

Alle ore 11.00 sarà celebrata la Santa Messa nella chiesetta che conserva al suo interno l’affresco della originaria cappelletta della Vergine Annunziata, piccola edicola votiva da cui ebbe inizio la storia di questo Santuario detto anche dei Reduci, in quanto l’originaria costruzione venne fatta restaurare da alcuni giovani che avevano partecipato alla prima guerra di Indipendenza e così dal 1852 il luogo divenne meta di pellegrinaggi di familiari e soldati nel corso dei conflitti, sia coloniali e poi anche mondiali, che furono combattuti tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.

Se le guerre spesso distruggono anche le chiese, a Lüt furono invece i conflitti a far progressivamente ampliare l’originario piccolo edificio, prima con la costruzione del portichetto voluto dalla famiglia del caporale Pio Bionda disperso ad Adua e poi rispettivamente nel 1924 con un significativo intervento voluto dai reduci del 15/18 e nel 1952, quando si edificò l’attuale chiesetta che ricalca il progetto di quello che doveva essere un grande mausoleo-ossario, una sorta di “Redipuglia della Resistenza ossolana”, redatto dall’arch. Paul Vietti Violi.

Scelta non casuale, perché proprio a Lüt dopo l’armistizio dell’8 settembre ‘43 si costituì intorno al magg. Dionigi Superti, direttore di una impresa boschiva che operava in zona, la Brigata partigiana poi Divisione “Valdossola” che un anno dopo fu tra i protagonisti della prima liberazione della vallata, con la costituzione della “Repubblica dell’Ossola”, senza contare le vicende legate al rastrellamento nazifascista in Val Grande del giugno 1944.

Negli anni Sessanta l’area circostante la chiesetta fu arricchita da una alta croce metallica, da un altare per la Messa al campo e da una fontana, mentre nel 1982 l’edificio venne restaurato a cura del locale Comitato e successivamente dotato di illuminazione con pannelli solari, ancora nel 2012 è stato inaugurato un moderno bivacco, punto di riferimento per la tradizionale festa di Lüt oggi organizzata dal Consorzio montano e che si tiene, come in origine, in una domenica di inizio settembre.

Ulteriori pagine di una storia veramente antica che riguarda l’alpetto di Lüt, la cui prima citazione come Alpe Alupta, compare addirittura in un atto del 1014 ritrovato dall’insigne storico Enrico Rizzi presso l’archivio del monastero benedettino di San Graciniano ad Arona.